L'altra faccia delle Olimpiadi

Aspettando la maestosa organizzazione delle olimpiadi di Londra 2012 che sta ora iniziando ad arredare il suo palcoscenico possiamo già tirare le somme sul successo di Pechino 2008.

Pechino non è stato soltanto Olimpiadi e risultati Agonistici, ma anche il successo di una nazione che si avvicina sempre più agli standard occidentali.

Organizzazione logistica, architettura e urbanistica si sono fuse in un mix vincente per la nuova Cina che vuole risollevarsi dallo stereotipo di paese caotico, senza controllo ambientale, ne infrastrutture a misura dei diversamente abili.

A partire dallo stadio olimpico di Herzog & De Meuron fino al villaggio olimpico, il comitato organizzatore ci ha dimostrato come le strutture e l’arredamento per gli spazi pubblici abbiano funzionato per tutti e in tutte le manifestazioni, paraolimpiadi comprese.

In materia di impatto ambientale, inoltre, Pechino ha stretto la morsa sulle aziende locali senza controllo sulle emissioni industriali, ed ha varato ottimi piani per la gestione del traffico su strada: risultato? Siamo ancora anni luce lontani dalle regolamentazioni ambientali e dagli obiettivi di sviluppo, controllo e salvaguardia ambientale dell’Unione Europea, ma finalmente si intravede una luce sulla “fumosa” Cina.